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LE DONNE AL VOTO

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LE DONNE AL VOTO

Un primo passo indispensabile verso la parità

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Il 1° febbraio 1945, mentre l'Italia è ancora segnata dalla guerra di Liberazione, il Governo Bonomi riconosce alle donne il diritto di voto. Il suffragio femminile rappresenta il punto d'arrivo di un lungo percorso iniziato nella seconda metà dell'Ottocento, all'indomani dell'Unità d'Italia. Le battaglie delle donne non riguardavano solo la politica, ma anche la condizione giuridica, sociale e civile, oltre al diritto di partecipare pienamente alla vita pubblica. Il voto fu dunque una conquista fondamentale nel percorso verso il raggiungimento della parità.

I movimenti femminili dei principali partiti di massa, uniti da un obiettivo comune, rivendicano il diritto, per le donne, non solo di votare, ma anche di essere elette. Con il decreto legislativo luogotenenziale n. 1 del 7 gennaio 1946 ottengono l'eleggibilità nei consigli comunali; pochi mesi dopo, con il decreto n. 74 del 10 marzo 1946, l'accesso all'Assemblea Costituente.

Il 1946 segna una doppia svolta nella storia italiana: la conquista definitiva del suffragio e l'inizio della stagione repubblicana. In primavera le donne votano per la prima volta alle elezioni amministrative, ma è il 2 giugno, con il referendum istituzionale e l'elezione dell'Assemblea Costituente, che diventano protagoniste della vita democratica del Paese. Le Madri Costituenti contribuiscono in modo decisivo alla definizione dei diritti, dei doveri e dei valori fondanti della Repubblica.

A partire dagli anni Sessanta e Settanta, la presenza femminile nella società e nella politica si consolida ulteriormente. Le donne ottengono importanti riconoscimenti in materia di uguaglianza, famiglia e lavoro, portando avanti il percorso avviato con il diritto di voto.