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L'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Un instancabile lavoro per costruire la nuova Italia
Il 25 giugno 1946 a Palazzo Montecitorio si tiene la prima seduta dell'Assemblea Costituente, nell'Aula dove ancora oggi lavora la Camera dei deputati. È una stagione nuova, figlia del voto popolare. Le consultazioni del 1946 segnano la svolta: con il voto femminile si compie infatti il suffragio universale pieno. Nell' emiciclo di Montecitorio fanno il loro ingresso 556 deputati, tra cui 21 donne, che entrano per la prima volta in un'Assemblea rappresentativa.
Alla presidenza viene eletto Giuseppe Saragat che, nel suo discorso di insediamento, rivolge ai Costituenti un vibrante invito: "Voi, eletti dal popolo, riuniti in questa Assemblea sovrana, dovete sentire immensa dignità della vostra missione. A voi tocca dare un volto alla Repubblica, un'anima alla democrazia, una voce eloquente alla libertà. Dietro a voi sono le sofferenze di milioni di italiani; dinanzi a voi le speranze di tutta la Nazione. Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano".
Dopo l'elezione del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza - 4 Vicepresidenti, 8 Segretari e 3 Questori - l'Assemblea il 28 giugno 1946 elegge Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato.
Per dare forma alla nuova Italia viene creata la "Commissione dei 75", il laboratorio in cui nasce il progetto di Costituzione. Il 20 luglio 1946 la Commissione si riunisce per la prima volta ed elegge Meuccio Ruini alla presidenza. Al suo interno si organizzano tre Sottocommissioni: "Diritti e doveri dei cittadini", "Ordinamento costituzionale dello Stato" e "Rapporti economici e sociali", guidate, rispettivamente, da Umberto Tupini, Umberto Terracini e Gustavo Ghidini. A loro spetta il compito più delicato: trasformare i principi in articoli. Un "Comitato dei 18" coordina e armonizza i testi, cucendo insieme visioni politiche diverse in un unico progetto da portare in Aula.
Sul fronte del governo, guidato da Alcide De Gasperi, l'Assemblea trova un interlocutore dedicato: il Ministero per la Costituente. Istituito nel 1945 e affidato a Pietro Nenni, questo Ministero prepara le elezioni, raccoglie studi, elabora materiali.
Mentre si lavora alla scrittura della Costituzione, l'Assemblea non si ferma al solo testo fondamentale: esamina anche le leggi ordinarie e affronta una prova decisiva per il futuro del Paese: l'approvazione del Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947. Il disegno di legge arriva in Aula il 27 giugno 1947 e, dopo una discussione accesa e partecipata, viene approvato il 31 luglio.
Il dibattito sulla nuova Costituzione prende ufficialmente il via il 4 marzo 1947. Articolo dopo articolo, emendamento dopo emendamento, l'Assemblea costruisce l'ossatura giuridica della Repubblica. Il testo finale viene affinato da una Commissione ristretta, ancora sotto la guida di Meuccio Ruini, quindi approvato nella seduta pomeridiana del 22 dicembre 1947. Il 27 dicembre il Capo provvisorio dello Stato firma la Costituzione, che viene pubblicata lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore il 1° gennaio 1948.
Nel suo intervento conclusivo, il Presidente Terracini racconta l'instancabile lavoro della Costituente attraverso i numeri: 347 sedute, di cui 170 dedicate solo alla Costituzione; 1.663 emendamenti ai 140 articoli, oltre 1.000 interventi in Aula, decine di votazioni, ordini del giorno, mozioni, interrogazioni e interpellanze. Dietro queste cifre c'è un'Assemblea che lavora senza sosta, determinata a dare al Paese istituzioni rappresentative solide e una Carta capace di parlare al futuro.

